Sliding doors

Molte volte, leggendo pagine di storia, mi è venuto in mente l’effetto farfalla. Vi sono stati, e sempre ci saranno, momenti in cui un piccolo avvenimento avrebbe cambiato l’intero corso della Storia; momenti su cui si potrebbe speculare dicendo “cosa sarebbe successo se …?”

Uno di questi momenti capitò verso la fine della Grande Guerra nel villaggio francese di Marcoing e riguardò il soldato semplice inglese Henry Tandey della contea del Warwick, ed un caporale austriaco dei lanceri.
Henry Tandey era nato in Leamington nella contea di Warwick il 30 agosto 1891, figlio del congedato James Tandey. Dopo un’infanzia difficile trascorsa parzialmente in un orfanotrofio era diventato addetto alla caldaia in un hotel della sua città prima di arruolarsi nel reggimento dei Green Howards nell’agosto del 1910.
“Il soldato semplice Tandey prestò servizio nel 2° Battaglione in Sud Africa e Guernsey prima dello scoppio della Guerra nel 1914, combattè nella 1° battaglia di Ypres nell’ottobre del 1914, 2 anni dopo fu ferito ad una gamba nella battglia della Somma e quando fu dimesso dall’ospedale militare in Inghilterra, fu trasferito al 9° battaglione nelle Fiandre e ferito a Passchendaele nel novembre 1917.
Dimesso nuovamente dall’ospedale, riprese servizio nel 12° battaglione in Francia nel 1918, la sua unità fu smantellata nel luglio del 1918 e fu trasferito al 5° reggimento Duca di Wellington dal 26 luglio al 4 ottobre 1918. In questa occasione che gli venne riconosciuta una medaglia per essersi distinto in azione (DCM) per il coraggio dimostrato a Vaulx Vraucourt il 28 agosto 1918, la medaglia al Valor Militare (MM) per eroismo a Havrincourt il 12 settembre 1918 e la Croce Vittoria (VC) per il notevole coraggio dimostrato a Marcoing il 28 settembre 1918.
Dopo la Grande Guerra fu assegnato al 2° Reggimento Duca di Wellington di stanza a Gibilterra, Turchia ed Egitto il 4 febbraio 1921 arrivando al congedo dall’esercito il 5 gennaio 1926 con il grado di sergente”. Fu il soldato semplice a raggiungere il grado più alto durante la Grande Guerra e se solo fosse stato un ufficiale, sicuramente sarebbe stato insignito anche del titolo di Cavaliere di Sua Maestà.
Tandey fu nominato ben 5 volte nei dispacci militari e guadagnò la sua Croce Vittoria durante la presa del villaggio francese di Marcoing dove, mentre il suo reggimento era tenuto fermo da un pesante fuoco di mitragliatrice, lui strisciando a terra raggiunse e prese il nido della mitragliatrice.
Sotto il fuoco nemico ebbe l’idea di ostruire con delle pesanti tavole di legno un buco in un fabbricato per permettere il passaggio dei suoi ed ingaggiare così un feroce combattimento con i tedeschi e prima che il giorno fosse finito condusse un assalto alla baionetta contro il nemico in sovrannumero, contribuendo così alla fine delle ostilità.
Allo scemare della feroce battaglia, quando le truppe nemiche si arrendevano o si ritiravano, un soldato Tedesco ferito uscì dalla mischia e si trascinò davanti al suo fucile. Questo soldato non alzò mai il suo fucile ma si limitò a guardare Tandey, rassegnato all’inevitabile. Tandey raccontò: “presi la mira ma non riuscii a sparare ad un uomo ferito e lo lasciai andare”
Il giovane soldato Tedesco lo ringraziò con un gesto e ciascuno seguì il proprio destino che per un attimo si era incrociato in quel giorno della Storia. Il tedesco si ritirò con il resto della sua truppa in Germania dove attese con umiliazione la fine della guerra. Il suo nome era Adolf Hitler.
Tandey dimenticò l’incontro, raggiunse il suo reggimento dove scoprì poco dopo di essere stato insignito della Croce Vittoria. L’annuncio fu pubblicato sulla London Gazette il 14 dicembre 1918 e fu decorato dal Re Giorgio V in persona a Buckingham Palace il 17 dicembre 1919. Nei giornali del Regno Unito la notizia venne pubblicata inserendo l’immagine di un quadro del pittore italiano Fortunino Matania che ritraeva Tendley mentre trasportava un ferito sulle sue spalle dopo la battaglia di Ypres, immagine drammatica che ben simbolizzava una guerra ritenuta da tutti come l’ultima delle guerre ….
Congedato nel 1926 con il grado di sergente, a 35 anni Tandley si trasferì a Leamington dove si sposò, rientrò nella vita civile e per 38 anni lavorò in qualità di responsabile per la sicurezza alla Triumph, allora nota con il nome di Standard Motor Company. Visse una normalissima vita ed anche se riconosciuto da tutti come un eroe, una leggenda vivente, non si vantò mai delle sue gesta e non menzionò mai la guerra se non gli fosse stato chiesto qualcosa in particolare.
Nel 1938 il Primo Ministro Neville Chamberlain (1869-1940), fece il suo triste viaggio a Monaco per incontrare il Cancelliere tedesco Hitler nella speranza di evitare la Guerra. Il risultato, come insegna la storia, fu il tristemente famoso “Accordo di Monaco”. Durante questo viaggio Hitler invitò il Primo Ministro nella sua nuova dimora estiva di Berchtesgaden, Baviera, regalatagli come dono di compleanno da Martin Bormann ed il Partito Nazista.
Abbarbicata a 2000m sul monte Kehlstein, offriva un panorama mozzafiato in ogni direzione per 200 Km. Durante la visita al “nido d’aquila”, Chamberlain trovò una riproduzione del quadro di Matania e meravigliato dalla strana scelta, chiese spiegazioni ad Hitler. Questi rispose: “Quell’uomo stava per uccidermi ed io pensai che non avrei rivisto mai più la Germania, ma la Provvidenza mi ha salvato dalla diabolica precisione del tiro dei ragazzi inglesi.”
I pensieri di Chamberlain non sono registrati, probabilmente avrà pensato che se solo Tandley avesse sparato, il mondo non avrebbe conosciuto un essere spregevole come Hitler. Morì di cancro allo stomaco pochi mesi dopo questa visita, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale ed al suo posto si insediò Winston Churchill.
Hitler prese la palla al balzo e si fece promettere dal Primo Ministro di portare i suoi migliori auguri e ringraziamenti a Tandley una volta che fosse ritornato a Londra. Fino a quel momento Tandley non sapeva che il giovane al quale non aveva voluto sparare era Adolf Hitler ed apprese il racconto con grande shock.

Questa storia divenne di dominio pubblico nel 1949 ma non le venne data la grande rilevanza che solo in un secondo momento le fu attribuita. Molti hanno speculato sulla sua veridicità, però bisogna dire che il reggimento di Hitler era effettivamente in Marcoing in quel periodo, pur non essendo stato possibile verificare la presenza di Hitler a causa della distruzione degli archivi di stato a Berlino proprio per mano alleata. Anche i diversi biografi di Hitler non sono concordi sulla sua esatta posizione il giorno 28 settembre 1918.
Tuttavia c’è l’irrefutabile evidenza fin dal 1937 che Hitler possedeva una copia del famoso quadro di Matania che ritraeva Tandley, avuta dal vecchio Reggimento di questi. “Il colonnello Earle disse di aver sentito da un certo dr. Schwend che Hitler aveva espresso il desiderio di avere un ingrandimento fotografico del quadro di Matania.” Ovviamente ne fu inviata una perché il Capitano Wiedmann, Attendente di Hitler scrisse la seguente richiesta ad Earle: “Le do conferma del suo caro dono che è stato spedito a Berlino attraverso il buon servizio del dr. Schwend. Il Fuehrer è naturalmente molto interessato nelle cose in qualche modo connesse con la sua esperienza di guerra, e si è ovviamente commosso quando gli ho mostrato il quadro e spiegato i problemi cui lei è andato incontro nell’averglielo spedito. Mi ha chiesto di farle avere i suoi più sinceri ringraziamenti per il suo caro dono così ricco di ricordi.”
La famiglia Tandey non aveva dubbio sull’autenticità della storia; era presente quando il Primo Ministro Chamberlain telefonò. William Whateley, di Thombay, nipote di Tandey ricorda “una misteriosa telefonata di molti anni fa, proprio nel periodo in cui le nubi temporalesche della guerra si stavano addensando all’orizzonte ed il Primo Ministro tentava inutilmente di accordarsi con Hitler.
Una sera squillò il telefono ed Henry rispose; alla fine della telefonata, come fosse una cosa del tutto normale, disse che aveva chiamato il Primo Ministro. Era appena stato ad una riunione con Hitler e mentre si trovava a Berchtesgaden aveva notato il quadro di Matania. Chamberlain aveva chiesto ad Hitler cosa ci facesse lì ed in risposta il Fuehrer indicando Tandey in primo piano disse: “questo è l’uomo che a momenti mi sparava”.
Un aspetto cruciale non preso in considerazione dagli storici è che sia Henry Tandy che Adolf Hitler avevano combattuto nella battaglia di Ypres nel 1914, evento molto più significativo nella vita di Hitler. Si era distinto diverse volte nel combattimento ed aveva anche salvato la vita ad un ufficiale seriamente ferito, da cui la sua promozione a caporale.
Il famoso quadro di Matania su Tandey che trasportava al posto di medicazione il compagno ferito era stato dipinto basandosi sulla battaglia di Ypres e non di Marcoing. E’ possibile pensare che i due luoghi siano stati confusi ed è plusibile immaginare che i destini dei due si fossero incrociati ad Ypres anziché Marcoing.
Tandey raccontò ad un giornalista che durante la Grande Guerra aveva, come regola personale, quella di risparmiare soldati tedeschi feriti e disarmati, così a Marcoing non fu né la prima né l’ultima volta che compì un gesto umano in un contesto disumano. Il fatto che fosse stato insignito dell’illustre Croce Vittoria per atti di eroismo a Marcoing potrebbe aver avuto un effetto sui ricordi di Chamberlain relativi alla storia di guerra raccontatagli da Hitler i quali avrebbero potuto indurlo a pensare che Tandey guadagnò la Croce Vittoria a Marcoing, cosa che avrebbe sicuramente fatto impressione su Hitler.
Una cosa è chiara e certa: ci deve essere stato un nesso significativo fra Hitler ed il quadro di Matania che mostrava Tandey. Il Fuehrer non era un collezionista di iconografia britannica della guerra e se avesse voluto immagini di propaganda della battaglia di Ypres, avrebbe scelto una in cui un tedesco, e non un nemico, era ritratto in atti eroici.
Allo scoppio della Grande Guerra Hitler (1889-1945) si arruolò nel 16° Reggimento di Fanteria Bavarese come portaordini. Si dimostrò soldato valido e coraggioso, fu ferito due volte ed una volta andò vicino alla morte a causa dei gas. Per il suo coraggio guadagnò la Croce di Ferro. Educato in seno ad una famiglia cattolica, pensava di entrare in seminario, non condividendo il Credo nichilista del Nazionalsocialismo. Il profondo senso del destino intrecciato con delusioni di grandezza, la visione distorta del mondo e l’influenza delle opere melodrammatiche di Wagner forgiarono il suo convincimento di essere il salvatore della razza Germanica.
Credeva che l’azione benevola del soldato semplice Tandey fosse parte di uno schema ben più grande, che le divinità stessero sorvegliando la vita del loro emissario che fu anche il suo sentimento una volta sopravissuto al tentativo di assassinio perpetrato nei suoi confronti più tardi nella storia. Hitler non dimenticò mai il fucile che lo puntava né il viso dell’uomo che lo risparmiò. Si imbattè casualmente in un giornale che mostrava il famoso quadro di Matania ed una volta Cancelliere della Germania diede ordine a degli ufficiali di ottenere una copia del foglio matricolare di Tandey ed una copia del quadro.
La riproduzione fu distrutta o rubata dale truppe alleate che saccheggiarono e devastarono il Nido d’Aquila verso la fine della Guerra. Le truppe Inglesi stavano preparando un camion di esplosivo per cancellare il Nido dalla faccia della terra quando degli ufficiali Americani arrivarono sulla scena e, disgustati dall’enorme spreco di tempo e munizioni, ordinarono agli inglesi di ritornare alla guerra vera.
Tandey per tutta la vita fu oppresso dalla sua buona azione, una semplice pressione al grilletto del suo fucile avrebbe risparmiato 10 milioni di vite umane. Viveva a Coventry quando la Luftwaffe distrusse la città nel 1940, riparandosi sotto l’architrave di una porta durante il famoso e devastante bombardamento.
E si trovò a Londra durante il Blitz Tedesco, essendone testimone diretto delle atrocità. Nel 1940 disse ad un giornalista “se solo avessi saputo cosa sarebbe diventato! Quando vidi tutte le persone, le donne ed i bambini che aveva ucciso e ferito, sentii un profondo dispiacere per averlo lasciato andare”.
Allo scoppio della Guerra il 49enne Tandey cercò di riarruolarsi per accertarsi che “non sarebbes scappato una seconda volta” ma non superò I test fisici per colpa delle ferite della battaglia della Somma.
Combattè la sua parte di guerra offrendosi volontario in ogni occasione si rendesse necessario il suo servizio ma il suo pensiero non lo abbandonò mai. Henry Tandey , Croce Vittoria, DCM e MM morì in sordina a Coventry nel 1977 all’età di 86 anni e per sua volontà, dopo la cremazione fu interrato nel Cimitero Britannico a Marcoing assieme a molti dei suoi compagni caduti e vicino a dove aveva guadagnato la Croce Vittoria 60 anni prima.
Sua moglie vendette le sue medaglie 3 anni dopo per una cifra di 27000 sterline. Esse furono donate nel giorno dell’Armistizio del 1997 al suo vecchio Reggimento, i Green Howards, da Sir Harrison Obe durante una cerimonia speciale alla Torre di Londra e mostrate con grande orgoglio al museo reggimentale dei Green Howards.