Corredo del Fante Italiano

Breve panoramica descrittiva sul corredo dei nostri Fanti durante la Grande Guerra

Tutto doveva essere contenuto nello zaino: ogni cosa aveva un posto ben preciso.
Sopra alle mutande regolamentari in tela (quei pantaloni bianchi al centro della foto) c’è il libretto personale, un sacchetto per la biancheria pulita, il manuale del caporale ed una scatolina a due scomparti.
Il manuale (moderno) del caporale era in dotazione al comandante di squadra. Oltre alle normali nozioni per l’addestramento formale nonché consigli su come si governa la truppa, c’è un apposito capitolo su come caricare il materiale nello zaino (cfr. Affardellamento del corredo). Non è semplice mettere tutte queste cose in uno spazio così piccolo.
Sotto alla camicia bianca, si vede la fascia scaldapancia con sopra guanti e calzettoni in lana.

Zaino con coperta e gavetta affardellate.
Più in alto una gavetta aperta, con il cucchiaio regolamentare che fungeva anche da manico per il coperchio.
Dal libretto personale del soldato (cfr. libretto personale del soldato) si evince che al fante non veniva data in dotazione la forchetta.
Forse perchè il rancio era sempre costituito da una pietanza liquida.

 

Gli scaldarancio (rotolini di carta arrotolata per scaldare autonomamante le pietanze in trincea – il soldato doveva averne sempre due o tre) si conservavano nel tascapane. E’ ancora più sorprendente il fatto che non avessimo in dotazione un fornelletto in lamiera piegata come gli austriaci. Ma come il soldato scaldasse il rancio nella gavetta non è spiegato. Forse doveva arrangiarsi come poteva

In questa sezione, sopra il sacchetto delle biancheria sporca e stracci (tela a quadretti di provenienza civile), notiamo l’indispensabile per l’igiene personale, nonchè alcuni effetti personali che certo non potevano mancare in dotazione al soldato (rosario, manuale di preghiere e pipa). Questi oggetti normalmente si conservavano nel tascapane.
Più sotto troviamo tre spazzole: quella a sinistra per i vestiti, quella in centro per il grasso, quella a destra per il lucido da scarpe. Immediatamente sotto una scatola in latta a due scomparti: lucido e grasso per le calzature. Il comandante di sq. insisteva molto sul grasso alle calzature, unico modo per renderle impermeabili.
A destra il gavettino (per bere o preparare una bevanda calda – il soldato aveva in dotazione due sacchettini in tela con caffè e sale).
Più sotto la sezione “razione d’emergenza” (4 + 2 gallette in due sacchetti di tela, 2 scatolette di carne in conserva – manca la mezza forma di pane, ma… avevo fame e non ho pensato di scattare una foto prima di mangiare).
Più sotto ancora il nécessaire da cucito, gli attrezzi per tenere in efficienza il fucile (scovolino, oliatore e cacciavite – anche se il cacciavite era in dotazione solo al comandante si squadra)
Il pettine che si intravede in basso a destra ha un lato a denti larghi ed un lato a denti fitti (per i pidocchi).
La scatola verde è una lanterna trench-art che il fante si fabbricava per illuminare la notte in tenda.

Sezione materiale di casermaggio: attrezzo leggero da scavo (qui fotografato un badiletto, ma il fante poteva avere in dotazione un picozzino oppure una gravinetta), telo tenda Bucciantini (che poteva erigere assieme ad altri tre soldati), picchetti e clarinetti. (paletti per la tenda).
Il cordino conservava nel proprio tascapane il cordino necessario ad erigere la tenda.

Vediamo quindi due sacchetti in tela (da mettere nelle tasche laterali dello zaino) con dotazioni suppllementari di cartucce. La dotazione del fante era di 114 cartucce (19 caricatori da 6 cartucce così distribuiti: 12 da mettere nelle giberne, 6 da conservare nello zaino e 1 nell’arma)

A sinistra si intravedono le mutande regolamentari in cotone con sopra il libretto personale del soldato (cfr. libretto personale del soldato).
Al centro la camicia regolamentare, sotto al farsetto in lana. Sopra la camicia, in bella mostra troviamo 2 fazzoletti e la cravatta di cotone. Chiude sotto un paio di calzini in lana, di ricambio, un paio di guanti in lana, il tutto appoggiato sullo scaldapancia in flanella (una specie di panciera).
Purtroppo la foto è venuta un po’ scura, ma se guardate nella panoramica generale del corredo questi particolari oggetti del corredo si distinguono bene.