Monte Piana

Quando nei libri di storia leggiamo i numeri dei caduti di un evento bellico, spesso rimaniamo increduli, persino dubbiosi; spesso facciamo addirittura fatica a quantificare quanti siano, ad esempio, 10000 morti. Facciamo ricorso allora a dei paragoni dicendo “ma è come metà della mia città”, o “il doppio del mio paese” e così via. Quando poi abbiamo la fortuna di vedere con i nostri occhi le dimensioni e la conformazione di un campo di battaglia e ci rendiamo conto di come siano andate le cose, allora capiamo in un istante quanto sia costata l’azione in termini di umana sofferenza. Questo è capitato a noi in un caldo pomeriggio di luglio, quando il nostro Tenente Colonnello ci raccontò lo svolgimento dei fatti accaduti sul Monte Piana.

Abbiamo sentito l’odore del sangue che intrise il prato dove eravamo seduti. Abbiamo visto i morti sparsi ovunque, sentito le loro urla. Abbiamo visto anche i corpi rotolare giù dalle prime balze erbose che poco più sotto si trasformano in salti di roccia agghiaccianti. Li abbiamo visti e sentiti tutti, Italiani ed Austriaci assieme, e durante la Messa al campo erano lì, al nostro fianco.