Associazione culturale di rievocazione storica

La Montagna

Per ognuno di noi esistono luoghi mitici, capaci allo stesso tempo di evocare emozioni intense e inquietudini profonde. Sono calamite dalle quali, a seconda dell’allineamento delle polarità, possiamo essere attratti o respinti. La maggior parte dei miti ha radici contorte e profonde che di solito affondano nei nostri pochi anni, quando non abbiamo ancora una “ corazza Farina” fatta da malizia ed esperienza, capace di annullarli. Generalmente razionalità e mito non vanno molto d’accordo.

 

Ho sentito per la prima volta il cupo nome di Pasubio dai racconti di mio nonno che quasi vi lasciò una gamba congelata durante la Grande Guerra. Ero bambino e per molto tempo i miei calzoni corti e quella Montagna si affrontarono con la stessa polarità e la distanza tra noi fu inevitabile.

Le cose, come spesso accade nella vita, presero una piega ben diversa dopo la lettura del diario del Kajserjager Robert Skorpil che in quel luogo aveva lungamente combattuto. Il mio polo lentamente si invertì e l’attrazione prese sempre più forza, quella Montagna era diventata un mio mito, il nostro incontro era dunque inevitabile.

 

Salire l’incredibile strada delle gallerie progettata dal Tenente Zappa e dal Capitano Picone (spesso nel nome è nascosto un destino…) è stato il naturale compimento di un evento atteso e desiderato come pochi altri.