La polvere infume

fumo della polvere nera

Nel 1885 i francesi fecero tremare gli eserciti di mezzo mondo perché per primi usarono la polvere infume per le loro armi. Ma cos’è la polvere infume? E soprattutto, perché è così importante?
La vecchia polvere nera, miscela di zolfo salnitro e carbone, era conosciuta dalla notte dei tempi e costituiva l’unico propellente per le armi da fuoco fino ad allora. Aveva grossi difetti, primo fra tutti quello di produrre un sacco di fumo assieme a molti residui di combustione oltre a non sviluppare una gran quantità di energia.
Il fumo bianco-grigiastro era ben visibile dal nemico che indirizzava subito il suo tiro sul luogo da dove era uscito, inoltre il tiratore stesso era per un po’ impossibilitato a sparare un altro colpo perché la nube appena prodotta dalla sua arma gli toglieva la visibilità … ecco perché nei moderni poligoni di tiro chi spara con polvere nera viene relegato nell’ultima piazzola!
Verso la fine del 1800 un chimico francese, pasticciando con i suoi alambicchi, aveva ottenuto una nuova sostanza partendo dalla nitrocellulosa, dalla nitroglicerina ed altre sostanze. Questa, una volta ridotta in polvere, aveva fatto subito notare il suo carattere … esplosivo, ma non solo. In breve si capirono alcune sue caratteristiche fondamentali, e cioè:


1 – a parità di peso della polvere nera, mediamente ne sviluppava 3 volte l’energia
2 – produceva una quantità irrilevante di fumo
3 – produceva una quantità trascurabile di scorie


Questi 3 punti, letti con gli occhi di un militare si possono esprimere così:


1 – a parità di polvere usata nelle armi, posso sparare proiettili sempre più lontano
2 – il nemico non mi vede ed io continuo a vedere anche dopo lo sparo
3 – non devo perdere tempo a pulire sempre il fucile


A questo bisogna aggiungere ulteriori considerazioni:


– Quando fu usata questa polvere per la prima volta, la mitragliatrice esisteva già, però solo l’avvento di questo nuovo propellente diede un impulso decisivo allo sviluppo, costruzione ed uso sempre più massiccio delle armi a ripetizione.


– Dosando accuratamente i componenti chimici e la forma/dimensione dei granelli, si possono ottenere polveri di diverse caratteristiche propellenti, con la possibilità di ottimizzare ciascuna polvere per ogni uso che se ne deve fare.


– A parità di clima, le polveri infumi presentano caratteristiche molto più costanti della polvere nera


Alcuni anni dopo il signor Nobel (quello del premio!) inventò la balistite, quindi fu il turno degli italiani con la selenite ed infine gli Inglesi con la cordite.